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IlCoLoReDeLgRaNo
settembre 9 2009
23:42
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«Il presidente è indisposto»

camilla

Boh, che strano. Se uno va a guardare i giornali in archivio, scopre che il 17 dicembre scorso il premier non è uscito da Palazzo Grazioli, per via di uno strappo alla schiena procuratosi durante la ginnastica mattutina.

Oh, niente, poveraccio, tutto il giorno chiuso a Palazzo Grazioli, non è potuto nemmeno andare al Quirinale per lo scambio di auguri natalizi con Napolitano.

Poi però se uno legge il Corriere di stamattina scopre che il 17 dicembre scorso a Palazzo Grazioli lui non è uscito, ma in compenso è entrato Gianpaolo Tarantini, in una macchina con i finestrini oscurati, e sul sedile posteriore c’erano tre signorine, tra cui questa graziosa brasiliana, che poi è rimasta a intrattenersi con il premier.

Ps: Qui il comunicato ufficiale con cui Palazzo Chigi spiegava l’assenza del premier agli appuntamenti ufficiali (grazie a Fabrizio P. che me l’ha segnalato).

fisio2

luglio 2 2009
22:36
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cuochi di Villa Santa Maria all'opera per i grandi della Terra

Dai maccheroni alla chitarra al tartufo, l'Abruzzo in tavola per la cena di gala

 
Roma - (Adnkronos) - Per i tre giorni del summit, lo chef di Berlusconi si trasferirà ai fornelli delle cucine della caserma delle Fiamme Gialle di Coppito. Il menù tricolore debutta al pranzo d'apertura, le specialità abruzzesi chiuderanno il vertice

Roma, 2 lug. (Adnkronos) - Diventato un 'must culinario' del governo Berlusconi per tutti gli ospiti internazionali, il menu tricolore non mancherà al G8 in Abruzzo che fara' il suo debutto al pranzo di apertura dei lavori. ''Sara' la dieta base del summit'', aveva promesso il Cavaliere qualche settimana fa tessendo le lodi del trittico di pennette al pomodoro, al pesto e ai quattro formaggi preparato dal suo chef personale, Michele Persechini, per i pranzi e le cene di lavoro a Palazzo Grazioli. Per i tre giorni del summit il cuoco del premier si trasferira' ai fornelli delle cucine della caserma delle Fiamme gialle di Coppito, che accogliera' gli otto Paesi piu' industrializzati del mondo.

Da giorni fervono i preparativi per imbandire al meglio la tavola dei Grandi della Terra. Cibo di eccellenza del 'made in Italy' sara' scelto per l'occasione (dalla Campania, ad esempio, arrivera' la mozzarella di bufala doc per le capresi). Per ora, assicurano gli organizzatori, non c'e' stata una richiesta particolare da parte degli staff sulle 'preferenze di gola' dei rispettivi leader. Sara' un vertice all'insegna dell'austerity per rispettare il dolore delle popolazioni colpite dal terremoto: e' la promessa di Silvio Berlusconi, che ha chiesto sobrieta' anche a tavola.

In particolare, a quanto apprende l'ADNKRONOS, il presidente del Consiglio ha voluto che per la cena di gala finale del 9 luglio, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, siano serviti prodotti tipici abruzzesi: dai tradizionali maccheroni alla chitarra con il ragu' di carne al vitello con il tartufo nero estivo, il cosiddetto 'scorsone'.

La cena sara' preparata dagli chef della scuola alberghiera di Villa Santa Maria, paese in provincia di Chieti, noto in Italia e nel mondo per essere la patria dei cuochi. La leggenda vuole che i primi chef villesi risalgano al 1560, all'epoca dei principi Caracciolo, signori di Villa, che fondarono la prima scuola alberghiera dal cui seme sarebbe ben presto nato l'Istituto professionale alberghiero. I Grandi della Terra potranno gustare come dessert una zuppa inglese.

Le colazioni di lavoro e i ricevimenti della 'tre giorni' abruzzese (per i capi di Stato e di governo e le rispettive delegazioni) saranno curate dalla societa' 'Relais Le Jardin'. Il menu tricolore ideato dal Cavaliere per i suoi ospiti sara' servito al primo dinner ufficiale di mercoledi'. I Grandi della Terra potranno cosi' gustare piatti tipici della cucina mediterranea. Salvo cambiamenti dell'ultima ora, in programma ci sono due dinner e tre lunch. Ai fornelli Persechini lavorera' in coppia con Vito Donnaloia, executive chef del 'Relais Le Jardin'. L'antipasto sara' una classica caprese: il verde del basilico, il bianco della mozzarella, il rosso del sugo.

Come primo piatto verranno servite pennette al pesto genovese (senza aglio, che Berlusconi detesta), ai quattro formaggi e al ragu'. Il secondo di carne sara' accompagnato da flan di verdure (spinaci, broccoli e carote). Si chiude con il dessert, rigorosamente tricolore: palline di gelato alla fragola, con fior di latte e pistacchio. Si pasteggera' con vini e spumanti italiani. Il servizio di piatti sara' bianco, le posate d'argento, come centrotavola verranno utilizzati i fiori. Il gelato che piacque tanto al presidente Usa George W. Bush durante la cena di Villa Madama a Roma del maggio 2002 sara' offerto dalla gelateria 'La Fontana' di Cassino. Niente sfarzo, dunque, ma low profile anche nella scelta dei cibi.

Michele Persechini, 46 anni, di Sant'Elia (provincia di Frosinone), e' da quasi 20 anni lo chef di casa Berlusconi. Lo segue ovunque. Sforna manicaretti ad Arcore come a Palazzo Chigi. Ha esordito sul palcoscenico internazionale al vertice Nato-Russia di Pratica di Mare nel maggio del 2002. L'ultimo a gustare il menu tricolore e' stato il colonnello Muammar Gheddafi, ospite d'onore a Villa Madama nella cena a conclusione della prima storica visita di Stato del leader libico in Italia del 10 giugno scorso.
giugno 25 2009
08:34
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Caro Arash, ho bisogno di sapere dove sei, se le cose che vedo/leggo sono vere»

Coelho racconta nel suo blog
la fuga del medico che aiutò Neda

L’iraniano fece da guida allo scrittore a Teheran

di PAULO COELHO e ARASH HEJAZI

A sinistra, Paulo Coelho con Arash Hejazi. A destra, il medico nel video
A sinistra, Paulo Coelho con Arash Hejazi. A destra, il medico nel video
Il mio miglior amico in Iran, un medico che mi ha mostrato la sua bellissima civiltà quando sono sta­to in visita a Teheran nel 2000, un uomo che ha combattuto una guer­ra nel nome della Repubblica isla­mica contro l’Iraq, che si è preso cu­ra dei soldati al fronte, che ha sem­pre difeso i veri diritti umani, lui è l’uomo che ha cercato di resuscita­re Neda colpita al cuore.

Tarda sera di domenica, guardo il video di Neda. Mi sembra di ricono­scere Arash Hejazi ma preferisco non credere a ciò che vedo. Gli man­do un’email.

Domenica 21 giugno, ore 23
Caro Arash, ho bisogno di sapere dove sei, se le cose che vedo/leggo sono vere. So­lo dopo potrò prendere una posizio­ne io stesso — naturalmente seguen­do il tuo consiglio.
Con affetto
Paulo

Lunedì 22 giugno, ore 2,05
Carissimo Paulo, sono a Teheran. Il video dell’assas­sinio di Neda è stato girato da un mio amico e tu mi puoi riconoscere nelle immagini. Sono quello che cer­ca di salvarla, inutilmente. È morta tra le mie braccia. Scrivo con le lacri­me agli occhi. Ti prego di non divul­gare il mio nome. Ti contatterò pre­sto con maggiori dettagli.
Con affetto
Arash

A questo punto decido di inserire il video sul mio blog. Per il resto del­la giornata cerco di contattare Arash. A un certo punto, qualcuno ri­sponde al suo cellulare e si dice un «giornalista della Cnn ». Comincio a essere preoccupato.

Lunedì 22 giugno, ore 17,46
Caro Arash, finora, ancora nessuna notizia da te. Dopo la pubblicazione del video sul mio blog, sembra che si sia diffu­so in tutto il mondo, comprese cita­zioni sul New York Times, sul Guar­dian, National Review eccetera. Per­ciò ora la mia preoccupazione mag­giore è per te. Ti prego di rispondere a questa email dicendomi che stai be­ne, citando il nome della persona con cui abbiamo trascorso il Capo­danno del 2001, tanto per essere cer­to che sei tu a rispondere all’email. Non mi fido di questa persona della Cnn che risponde al tuo cellulare. Se non lo fai, potrei far sapere il tuo no­me alla stampa, così da proteggerti — la visibilità è l’unico espediente per stare sicuri, a questo punto. Lo so perché sono stato un prigioniero di coscienza. Se mi rispondi, a me­no di tue istruzioni diverse, smette­rò di assillarti, per il momento. La mia preoccupazione ora sei tu. E la tua famiglia.
Con affetto
Paulo
p.s. diversi amici hanno ricevuto in copia questo scritto

Martedì 23 giugno, ore 1,35
Carissimo Paulo, sto bene per ora. Non sono a casa mia. Non so della Cnn, il nome del­l’amico è Frederick. Con affetto Arash Martedì 23 giugno, ore 1,37 Carissimo Paulo, cercherò di lasciare il Paese do­mattina. Se non arrivo a Londra alle due del pomeriggio, significa che mi è capitato qualcosa. Fino ad allo­ra, aspetta. Mia moglie e mio figlio sono a (...). Il loro telefono: (...), la loro email (...). Ti prego di aspettare fino a domani. Se mi succede qual­cosa, ti prego di prenderti cura di mia moglie (...) e mio figlio (...). So­no là, soli, e non hanno nessun’al­tro al mondo. Con grande affetto, è un onore averti come amico
Arash

Un giornalista brasiliano, Luis Antonio Ryff, che aveva seguito la mia visita in Iran, riconosce Arash nel video e mi scrive per esserne cer­to. Glielo confermo, chiedendogli pe­rò di tenere segreto il nome. Ryff è d’accordo, nonostante si renda con­to che questo è uno scoop per lui. Vorrei ringraziarlo qui per la sua di­gnità.

Mercoledì 24 giugno, ore 13,55
Arash sbarca a Londra.

maggio 29 2009
21:07
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....E 100! UN VIDEO BELLISSIMO SULLA VOGLIA DI RICOMINCIARE DEGLI AQUILANI
maggio 15 2009
21:10
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Dopo il concorso che ha assegnato a un britannico il ruolo di custode di un'isola tropicale
i cinesi lanciano la loro competizione: vinceranno due ragazze, "regine dei fiori"

Il lavoro più bello della Cina?
Tra i campi di lavanda del Guandong

di PAOLA BENVENUTO


Il lavoro più bello della Cina? Tra i campi di lavanda del Guandong

Una concorrente
durante le selezioni



PECHINO - Gli angeli dei campi di lavanda di Pan Long Xia, nella provincia del Guangdong. Ovvero, la versione bucolica e made in China del concorso per ottenere il lavoro più bello del mondo. Appena spenti i riflettori sulla competizione che ha destinato a un britannico l'ambita e ben remunerata occupazione di custode di un'isola tropicale australiana, ecco cosa si sono inventati i cinesi. Una gara, riservata a un pubblico femmminile (due le vincitrici previste) per assegnare il lavoro più bello del mondo nei campi di lavanda di Pan Long Xia, nel sud della Cina.

La località, famosa per i paesaggi fioriti e profumati, attrae numerosi turisti con le sue distese di 200 mila metri quadrati di lavanda. Un ambiente idilliaco. Due fortunate ragazze saranno selezionate per l'attività. Si occuperanno dei campi di fiori per la cifra, decisamente consistente, di 20.000 yuan alla settimana, circa 2.140 euro. Alloggio in hotel a 5 stelle, tutto compreso. Non male per i due "angeli della lavanda". Il lavoro? Prendersi cura dei fiori, preservarli dall'inquinamento e dalle orde dei turisti.

Dal 12 al 14 maggio, nel Guangdong, si sono svolte le preselezioni per scegliere 100 candidate. I profili delle ragazze saranno poi votati pubblicamente su internet. Per partecipare al concorso è sufficiente essere donne, in buona salute, avere un'età compresa fra 18 e 25 anni e un'altezza di almeno un metro e 63. Fondamentale è dimostrare amore per la natura, l'ecologia e la tutela ambientale. Il concorso si concluderà verso la metà di giugno quando saranno proclamate le vincitrici.

La Cina punta a preservare e diffondere l'immagine del territorio sull'onda di una riscoperta passione per l'ecologia. Basta pensare che, durante le festività dei primi di maggio, le splendide distese di lavanda hanno attirato 20 mila visitatori al giorno. Le due prescelte avranno il compito di tutelare il paesaggio, salvaguardando i piccoli fiori viola da ogni pericolo. La Cina sta sviluppando una cultura che punta a valorizzare e promuovere le attività di ecoturismo, il concetto di salute e protezione ambientale, la diffusione delle bellezze naturali.

Gli angeli della lavanda assumeranno il simbolico compito di protezione dell'ambiente di Pan Long Xia secondo il criterio di rispetto di un bene condiviso, accessibile a chiunque. Su di loro, peserà anche la responsabilità della comunicazione: saranno ambasciatrici del turismo e, per diffondere e promuovere l'immagine dei campi e del territorio, parteciperanno a trasmissioni televisive e film, e animeranno blog sull'argomento.

I fiori della lavanda provengono originariamente da Hokkaido, in Giappone. Possono arrivare a un metro di altezza e si distinguono per il profumo particolare e il colore intenso. Le due ragazze saranno incoronate regine della lavanda per la gioia della Cina e del turismo cinese. E si distingueranno, come fiori tra i fiori.


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febbraio 24 2009
22:53
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Lavoro arduo per i giurati del Landfill: tanti i gadget superflui tra cui scegliere

Ecco le invenzioni più inutili del mondo

Dal cono gelato motorizzato alla forchetta che arrotola da sola gli spaghetti: assegnati i premi «discarica»

Il cono gelato motorizzato, vincitore dell'edizione 2009 del «Landfill Prize»
Il cono gelato motorizzato, vincitore dell'edizione 2009 del «Landfill Prize»
MILANO - Stanchi di ruotare il polso per raccogliere gli spaghetti con la forchetta o per mangiare il gelato prima che debordi dal cono? Inventori da ogni parte del mondo pensano anche a soddisfare necessità apparentemente assurde e voglie decisamente superflue. Un panel di quattro esperti ha selezionato dieci delle creazioni più frivole e inutili attualmente in vendita: una classifica che assegna al vincitore il Landfill Prize (letteralmente «premio discarica»), riconoscimento certamente poco ambito, creato dallo scrittore ambientalista John Naish, che pone l’attenzione sugli oggetti che hanno una vita breve, finendo presto nel dimenticatoio o peggio nel cestino dei rifiuti.

DALLA FABBRICA ALLA DISCARICA – Come riportato dall’Independent , il vincitore della competizione 2009 è il cono elettrico che fa roteare automaticamente il gelato, semplicemente premendo un pulsante. Il cono motorizzato – brevettato negli Stati Uniti – necessita di due batterie e può essere inserito in lavastoviglie tra un pasto e l’altro. Disponibile in vendita su negozi online come Stupid.com, il gadget costa “solo” 10 dollari. Tra gli altri, anche la corda per saltare elettronica (che conta i giri effettuati) e la forchetta automatica che arrotola gli spaghetti senza sforzo.

SIMULAZIONE VS AZIONE – Nonostante la vittoria meritata, la competizione si è rivelata molto accesa e tra i nominati alcuni sono molto celebri, come il videogioco per l’allenamento casalingo Nintendo Wii Fit. La pedana bestseller di Nintendo (Wii Balance Board) permette infatti di seguire corsi di yoga per migliorare l’equilibrio o il tono muscolare: nulla di straordinario, se confrontato con un sano allenamento all’aria aperta. La stessa critica viene rivolta ad un altro dei videogiochi più diffusi, Guitar Hero, per simulare – con l’uso di una chitarra di plastica – le performance dei grandi musicisti. Il messaggio è chiaro: smettetela di giocare e imparate a suonare per davvero. Già nella precedente edizione, il Landfill Prize ha preso di mira i prodotti più conosciuti (dal rasoio a batterie Gillette, al deodorante per ambiente Ambi-Pur), con l’obiettivo di sensibilizzare le grandi aziende limitando gli inutili sprechi. Chiudono l’elenco dei nominati il camaleonte Usb, il coprisedile personalizzato da aereo (disponibile anche con il monogramma di famiglia ricamato), le voci aggiuntive Sat Nag che rendono il navigatore satellitare ancora più fastidioso, la sedia da campeggio con altoparlanti e l’automobile Toyota Prius, che vanta ben due motori e, pur essendo dichiaratamente ecologica, raddoppia gli sprechi.

gennaio 30 2009
08:30
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29 gennaio 2009

La rivincita dell'orso: in 124 sui monti d'Italia (?)

Per anni i bracconieri hanno avuto la meglio. Con orsi uccisi e a rischio di estinzione nelle montagne. Ma la buona notizia stavolta è per questi splendidi ed epici animali che tornano ad aumentare e a nascere nei parchi d'Italia. Mentre dormono tranquilli nelle loro tane sommerse dalla neve, in Abruzzo e in Trentino sono stati pubblicati i dati dei censimenti effettuati nell'autunno scorso, prima che gli animali andassero in letargo. Quelli più confortanti riguardano l'orso marsicano, una sottospecie unica al mondo che sopravvive in circa cinquanta esemplari nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Questo animale, in difesa del quale nel 1922 fu creato il primo parco nazionale d'Italia, aveva, negli ultimi dieci anni, dovuto registrare la morte violenta (bracconaggio con fucile, ma soprattutto con veleno) di 24 esemplari, con una recrudescenza negli ultimi quattordici mesi.

Episodi dolorosissimi furono quelli dell'Orso Bernardo, la mascotte del Parco d'Abruzzo, e della femmina con due cuccioli, avvelenati nell'ottobre 2007, le cui drammatiche foto suscitarono un'enorme impressione e commozione in tutta Italia. Per fortuna, a queste perdite sono corrisposte, nella primavera dell'anno scorso, nuovi arrivi con le nascite di alcuni esemplari. I ricercatori del Piano d'Azione Tutela Orso Marsicano, che operano nel Parco e nelle sue vicinanze, hanno avuto la gioia, inaspettata, di poter osservare ben 6 femmine con la prole dell'anno mentre vagavano tra boschi e pascoli. Di queste, quattro portavano con sé due cuccioli e due un solo piccolo. Dieci nuovi nati in tutto, che potranno in qualche maniera allontanare la minaccia di estinzione di questo prezioso animale. Hanno contribuito a questo successo le varie azioni di controllo dei guardaparco e del Corpo Forestale dello Stato, le campagne di sensibilizzazione e l'aumentata rapidità di risarcimento danni da parte dell'Ente Parco. Hanno contribuito inoltre anche la messa in opera di oltre quaranta recinzioni elettrificate fornite dal WWF e dai forestali per la difesa di ovili e apiari e la piantagione di molti alberi di melo da parte dei volontari nel versante laziale del Parco.

Ora si spera che, quando gli orsi usciranno dalle tane in primavera, altri cuccioli si aggiungano alla popolazione ursina marsicana, portandola ad un livello di sicurezza di non meno di 100 esemplari. Anche per la popolazione di orsi bruni del Trentino, le prospettive iniziano a migliorare. Dopo l'uccisione in Baviera nel giugno 2006 dell'orso italiano di nome Bruno (un fatto che rattristò e colpì perfino il Papa e che causò numerose polemiche tra Germania e Italia con alla fine il povero orso impagliato ed esposto in museo di Monaco), e quella in Svizzera nell'aprile 2008 di suo fratello JJ3, il nucleo di orsi reintrodotti nel Parco Regionale Adamello Brenta con un progetto «LIFE» dell'Unione Europea, iniziato nel 1996, sta lentamente consolidandosi. Le perdite sono state molte: 7 morti in 6 anni; un cucciolo è stato addirittura predato da un'aquila reale, un altro è finito sotto una macchina e un altro è annegato nel Lago di Molveno.

Ma oggi nell'area di rilascio e nel grande territorio montano che lo circonda, si aggirano ben 24 orsi, 11 adulti, 6 giovani e ben 7 cuccioli di un anno. Se si pensa che, dieci anni fa, tutti gli orsi bruni delle Alpi non erano più di due o tre, il fatto di aver riportato in queste splendide foreste un simile monumento della natura può considerarsi uno dei successi italiani di cui, purtroppo, quasi nessuno parla. Anche in questo caso, il confortante ritorno, dopo diversi tentativi andati a vuoto, del mitico plantigrado (estinto in Francia, Austria, Svizzera, Germania) sulla Catena Alpina è dovuto all'impegno di molti: la Provincia di Trento, l'Ispra (ex Istituto Nazionale Fauna Selvatica) e le Associazioni ambientaliste, che hanno realizzato campagne di sensibilizzazione e messo in opera il servizio degli Avvocati dell'Orso, per sostenere, in caso di controversie la difesa dell'animale.

Fulco Pratesi

gennaio 22 2009
00:41
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In Francia una proposta che scatena il dibattito
"La sofferenza sul lavoro va trattata come una malattia"

Vado dallo psicologo,
me lo paga l'azienda

dal nostro corrispondente GIAMPIERO MARTINOTTI  ( e da me) :DDD


Vado dallo psicologo, me lo paga l'azienda

PARIGI - Dopo i buoni pasto, arrivano i buoni psicologo. Può sembrare uno scherzo, ma non lo è: alcune aziende stanno sperimentando Oltralpe l'idea di pagare ai loro dipendenti alcune sedute di psicoterapia. Per curare stress, malesseri, difficoltà sul luogo di lavoro. Problemi che riguarderebbero il 5 per cento dei lavoratori transalpini.

L'idea può far sorridere, ma va invece presa molto sul serio. Da più di una ventina d'anni le tecniche di management psicologico sono molto diffuse nelle imprese, ma adesso si tratta di fare un altro passo : offrire ai dipendenti in difficoltà la possibilità di ricorrere a uno psicoterapeuta (psicologo, psichiatra, psicanalista) con dei buoni pagati dall'azienda. E distribuiti anonimamente : chi vorrà far ricorso a questo strumento, infatti, potrà ricorrere alla medicina del lavoro, garentendosi così l'anonimato.

L'idea dei buoni è stata lanciata da Asp Entreprises, specializzata nei problemi legati allo stress sul luogo di lavoro. La responsabile della società ha spiegato a Libération che il loro obiettivo è di spingere le aziende a trattare la sofferenza al lavoro "come tale, qualunque sia la causa". E così è nata l'idea di mettere in pratica un procedimento innovatore.

Chi decide di richiedere i buoni, riceve anche un numero verde da contattare per poter scegliere fra gli psicoterapeuti che hanno aderito all'iniziativa, in numero ancora limitato, se si eccettuano Parigi e Lione. Si tratta di professionisti sperimentati, che conoscono il mondo aziendale e i suoi problemi. Le sedute vengono pagate con i buoni, interamente a carico del datore di lavoro. Ma attenzione : i buoni valgono solo per risolvere un problema preciso, non per fare una terapia a lungo termine. Al massimo, sono previste dieci sedute: al di là, il lavoratore dovrà pagare di tasca propria. All'Asp ci tengono a mettere in chiaro questo punto : "Il ruolo del datore di lavoro non è di finanziare la terapia del dipendente".

Preconizziamo un tempo medio che consenta di alleviare certe situazioni professionali, ma quando si entra in un lavoro più personale e intimo, non è l'azienda a esserne responsabile". In pratica, commenta Libération, è un modo per aiutare la gente ad affrontare i propri problemi psicologici, un gesto che molti esitano a compiere soprattutto a causa dei costi. In ogni caso, una legge del 2002 obbliga le aziende a non occuparsi soltanto della salute fisica dei loro dipendenti, ma anche della loro salute mentale : i buoni psicologo sono un primo passo in questa direzione.

L'iniziativa, tuttavia, suscita anche critiche e reticenze, testimoniate dalle appassionate discussioni su alcuni forum. Per qualcuno, i buoni sono in realtà un metodo offerto alle aziende per disinteressarsi dei problemi legati allo stress e al malessere sul luogo di lavoro, un modo per lavarsene le mani e rifilare il problema agli psicoterapeuti. Una critica con seri fondamenti, visto che a volte lo stress è frutto di una cattiva organizzazione del lavoro e non delle "debolezze" dei lavoratori. da repubblica.it

ps aggiungerei che qualche sedutina non farebbe male anche a qualche capo insieme a qualche dipendente :PPPP


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"C'è una gioia nei boschi inesplorati, C'è un'estasi sulla spiaggia solitaria, C'è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, e c'è musica nel suo boato. Io non amo l'uomo di meno, ma la Natura di più".
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