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Boh, che strano. Se uno va a guardare i giornali in archivio, scopre che il 17 dicembre scorso il premier non è uscito da Palazzo Grazioli, per via di uno strappo alla schiena procuratosi durante la ginnastica mattutina.
Oh, niente, poveraccio, tutto il giorno chiuso a Palazzo Grazioli, non è potuto nemmeno andare al Quirinale per lo scambio di auguri natalizi con Napolitano.
Poi però se uno legge il Corriere di stamattina scopre che il 17 dicembre scorso a Palazzo Grazioli lui non è uscito, ma in compenso è entrato Gianpaolo Tarantini, in una macchina con i finestrini oscurati, e sul sedile posteriore c’erano tre signorine, tra cui questa graziosa brasiliana, che poi è rimasta a intrattenersi con il premier.
Ps: Qui il comunicato ufficiale con cui Palazzo Chigi spiegava l’assenza del premier agli appuntamenti ufficiali (grazie a Fabrizio P. che me l’ha segnalato).


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In particolare, a quanto apprende l'ADNKRONOS, il presidente del Consiglio ha voluto che per la cena di gala finale del 9 luglio, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, siano serviti prodotti tipici abruzzesi: dai tradizionali maccheroni alla chitarra con il ragu' di carne al vitello con il tartufo nero estivo, il cosiddetto 'scorsone'.
La cena sara' preparata dagli chef della scuola alberghiera di Villa Santa Maria, paese in provincia di Chieti, noto in Italia e nel mondo per essere la patria dei cuochi. La leggenda vuole che i primi chef villesi risalgano al 1560, all'epoca dei principi Caracciolo, signori di Villa, che fondarono la prima scuola alberghiera dal cui seme sarebbe ben presto nato l'Istituto professionale alberghiero. I Grandi della Terra potranno gustare come dessert una zuppa inglese.
Le colazioni di lavoro e i ricevimenti della 'tre giorni' abruzzese (per i capi di Stato e di governo e le rispettive delegazioni) saranno curate dalla societa' 'Relais Le Jardin'. Il menu tricolore ideato dal Cavaliere per i suoi ospiti sara' servito al primo dinner ufficiale di mercoledi'. I Grandi della Terra potranno cosi' gustare piatti tipici della cucina mediterranea. Salvo cambiamenti dell'ultima ora, in programma ci sono due dinner e tre lunch. Ai fornelli Persechini lavorera' in coppia con Vito Donnaloia, executive chef del 'Relais Le Jardin'. L'antipasto sara' una classica caprese: il verde del basilico, il bianco della mozzarella, il rosso del sugo.
Come primo piatto verranno servite pennette al pesto genovese (senza aglio, che Berlusconi detesta), ai quattro formaggi e al ragu'. Il secondo di carne sara' accompagnato da flan di verdure (spinaci, broccoli e carote). Si chiude con il dessert, rigorosamente tricolore: palline di gelato alla fragola, con fior di latte e pistacchio. Si pasteggera' con vini e spumanti italiani. Il servizio di piatti sara' bianco, le posate d'argento, come centrotavola verranno utilizzati i fiori. Il gelato che piacque tanto al presidente Usa George W. Bush durante la cena di Villa Madama a Roma del maggio 2002 sara' offerto dalla gelateria 'La Fontana' di Cassino. Niente sfarzo, dunque, ma low profile anche nella scelta dei cibi.
Michele Persechini, 46 anni, di Sant'Elia (provincia di Frosinone), e' da quasi 20 anni lo chef di casa Berlusconi. Lo segue ovunque. Sforna manicaretti ad Arcore come a Palazzo Chigi. Ha esordito sul palcoscenico internazionale al vertice Nato-Russia di Pratica di Mare nel maggio del 2002. L'ultimo a gustare il menu tricolore e' stato il colonnello Muammar Gheddafi, ospite d'onore a Villa Madama nella cena a conclusione della prima storica visita di Stato del leader libico in Italia del 10 giugno scorso.

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di PAULO COELHO e ARASH HEJAZI
Il mio miglior amico in Iran, un medico che mi ha mostrato la sua bellissima civiltà quando sono stato in visita a Teheran nel 2000, un uomo che ha combattuto una guerra nel nome della Repubblica islamica contro l’Iraq, che si è preso cura dei soldati al fronte, che ha sempre difeso i veri diritti umani, lui è l’uomo che ha cercato di resuscitare Neda colpita al cuore.

A sinistra, Paulo Coelho con Arash Hejazi. A destra, il medico nel video
Tarda sera di domenica, guardo il video di Neda. Mi sembra di riconoscere Arash Hejazi ma preferisco non credere a ciò che vedo. Gli mando un’email.
Domenica 21 giugno, ore 23
Caro Arash, ho bisogno di sapere dove sei, se le cose che vedo/leggo sono vere. Solo dopo potrò prendere una posizione io stesso — naturalmente seguendo il tuo consiglio.
Con affetto
Paulo
Lunedì 22 giugno, ore 2,05
Carissimo Paulo, sono a Teheran. Il video dell’assassinio di Neda è stato girato da un mio amico e tu mi puoi riconoscere nelle immagini. Sono quello che cerca di salvarla, inutilmente. È morta tra le mie braccia. Scrivo con le lacrime agli occhi. Ti prego di non divulgare il mio nome. Ti contatterò presto con maggiori dettagli.
Con affetto
Arash
A questo punto decido di inserire il video sul mio blog. Per il resto della giornata cerco di contattare Arash. A un certo punto, qualcuno risponde al suo cellulare e si dice un «giornalista della Cnn ». Comincio a essere preoccupato.
Lunedì 22 giugno, ore 17,46
Caro Arash, finora, ancora nessuna notizia da te. Dopo la pubblicazione del video sul mio blog, sembra che si sia diffuso in tutto il mondo, comprese citazioni sul New York Times, sul Guardian, National Review eccetera. Perciò ora la mia preoccupazione maggiore è per te. Ti prego di rispondere a questa email dicendomi che stai bene, citando il nome della persona con cui abbiamo trascorso il Capodanno del 2001, tanto per essere certo che sei tu a rispondere all’email. Non mi fido di questa persona della Cnn che risponde al tuo cellulare. Se non lo fai, potrei far sapere il tuo nome alla stampa, così da proteggerti — la visibilità è l’unico espediente per stare sicuri, a questo punto. Lo so perché sono stato un prigioniero di coscienza. Se mi rispondi, a meno di tue istruzioni diverse, smetterò di assillarti, per il momento. La mia preoccupazione ora sei tu. E la tua famiglia.
Con affetto
Paulo
p.s. diversi amici hanno ricevuto in copia questo scritto
Martedì 23 giugno, ore 1,35
Carissimo Paulo, sto bene per ora. Non sono a casa mia. Non so della Cnn, il nome dell’amico è Frederick. Con affetto Arash Martedì 23 giugno, ore 1,37 Carissimo Paulo, cercherò di lasciare il Paese domattina. Se non arrivo a Londra alle due del pomeriggio, significa che mi è capitato qualcosa. Fino ad allora, aspetta. Mia moglie e mio figlio sono a (...). Il loro telefono: (...), la loro email (...). Ti prego di aspettare fino a domani. Se mi succede qualcosa, ti prego di prenderti cura di mia moglie (...) e mio figlio (...). Sono là, soli, e non hanno nessun’altro al mondo. Con grande affetto, è un onore averti come amico
Arash
Un giornalista brasiliano, Luis Antonio Ryff, che aveva seguito la mia visita in Iran, riconosce Arash nel video e mi scrive per esserne certo. Glielo confermo, chiedendogli però di tenere segreto il nome. Ryff è d’accordo, nonostante si renda conto che questo è uno scoop per lui. Vorrei ringraziarlo qui per la sua dignità.
Mercoledì 24 giugno, ore 13,55
Arash sbarca a Londra.

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Una concorrente
durante le selezioni

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MILANO - Stanchi di ruotare il polso per raccogliere gli spaghetti con la forchetta o per mangiare il gelato prima che debordi dal cono? Inventori da ogni parte del mondo pensano anche a soddisfare necessità apparentemente assurde e voglie decisamente superflue. Un panel di quattro esperti ha selezionato dieci delle creazioni più frivole e inutili attualmente in vendita: una classifica che assegna al vincitore il Landfill Prize (letteralmente «premio discarica»), riconoscimento certamente poco ambito, creato dallo scrittore ambientalista John Naish, che pone l’attenzione sugli oggetti che hanno una vita breve, finendo presto nel dimenticatoio o peggio nel cestino dei rifiuti.

Il cono gelato motorizzato, vincitore dell'edizione 2009 del «Landfill Prize»
DALLA FABBRICA ALLA DISCARICA – Come riportato dall’Independent , il vincitore della competizione 2009 è il cono elettrico che fa roteare automaticamente il gelato, semplicemente premendo un pulsante. Il cono motorizzato – brevettato negli Stati Uniti – necessita di due batterie e può essere inserito in lavastoviglie tra un pasto e l’altro. Disponibile in vendita su negozi online come Stupid.com, il gadget costa “solo” 10 dollari. Tra gli altri, anche la corda per saltare elettronica (che conta i giri effettuati) e la forchetta automatica che arrotola gli spaghetti senza sforzo.
SIMULAZIONE VS AZIONE – Nonostante la vittoria meritata, la competizione si è rivelata molto accesa e tra i nominati alcuni sono molto celebri, come il videogioco per l’allenamento casalingo Nintendo Wii Fit. La pedana bestseller di Nintendo (Wii Balance Board) permette infatti di seguire corsi di yoga per migliorare l’equilibrio o il tono muscolare: nulla di straordinario, se confrontato con un sano allenamento all’aria aperta. La stessa critica viene rivolta ad un altro dei videogiochi più diffusi, Guitar Hero, per simulare – con l’uso di una chitarra di plastica – le performance dei grandi musicisti. Il messaggio è chiaro: smettetela di giocare e imparate a suonare per davvero. Già nella precedente edizione, il Landfill Prize ha preso di mira i prodotti più conosciuti (dal rasoio a batterie Gillette, al deodorante per ambiente Ambi-Pur), con l’obiettivo di sensibilizzare le grandi aziende limitando gli inutili sprechi. Chiudono l’elenco dei nominati il camaleonte Usb, il coprisedile personalizzato da aereo (disponibile anche con il monogramma di famiglia ricamato), le voci aggiuntive Sat Nag che rendono il navigatore satellitare ancora più fastidioso, la sedia da campeggio con altoparlanti e l’automobile Toyota Prius, che vanta ben due motori e, pur essendo dichiaratamente ecologica, raddoppia gli sprechi.

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Episodi dolorosissimi furono quelli dell'Orso Bernardo, la mascotte del Parco d'Abruzzo, e della femmina con due cuccioli, avvelenati nell'ottobre 2007, le cui drammatiche foto suscitarono un'enorme impressione e commozione in tutta Italia. Per fortuna, a queste perdite sono corrisposte, nella primavera dell'anno scorso, nuovi arrivi con le nascite di alcuni esemplari. I ricercatori del Piano d'Azione Tutela Orso Marsicano, che operano nel Parco e nelle sue vicinanze, hanno avuto la gioia, inaspettata, di poter osservare ben 6 femmine con la prole dell'anno mentre vagavano tra boschi e pascoli. Di queste, quattro portavano con sé due cuccioli e due un solo piccolo. Dieci nuovi nati in tutto, che potranno in qualche maniera allontanare la minaccia di estinzione di questo prezioso animale. Hanno contribuito a questo successo le varie azioni di controllo dei guardaparco e del Corpo Forestale dello Stato, le campagne di sensibilizzazione e l'aumentata rapidità di risarcimento danni da parte dell'Ente Parco. Hanno contribuito inoltre anche la messa in opera di oltre quaranta recinzioni elettrificate fornite dal WWF e dai forestali per la difesa di ovili e apiari e la piantagione di molti alberi di melo da parte dei volontari nel versante laziale del Parco.
Ora si spera che, quando gli orsi usciranno dalle tane in primavera, altri cuccioli si aggiungano alla popolazione ursina marsicana, portandola ad un livello di sicurezza di non meno di 100 esemplari. Anche per la popolazione di orsi bruni del Trentino, le prospettive iniziano a migliorare. Dopo l'uccisione in Baviera nel giugno 2006 dell'orso italiano di nome Bruno (un fatto che rattristò e colpì perfino il Papa e che causò numerose polemiche tra Germania e Italia con alla fine il povero orso impagliato ed esposto in museo di Monaco), e quella in Svizzera nell'aprile 2008 di suo fratello JJ3, il nucleo di orsi reintrodotti nel Parco Regionale Adamello Brenta con un progetto «LIFE» dell'Unione Europea, iniziato nel 1996, sta lentamente consolidandosi. Le perdite sono state molte: 7 morti in 6 anni; un cucciolo è stato addirittura predato da un'aquila reale, un altro è finito sotto una macchina e un altro è annegato nel Lago di Molveno.
Ma oggi nell'area di rilascio e nel grande territorio montano che lo circonda, si aggirano ben 24 orsi, 11 adulti, 6 giovani e ben 7 cuccioli di un anno. Se si pensa che, dieci anni fa, tutti gli orsi bruni delle Alpi non erano più di due o tre, il fatto di aver riportato in queste splendide foreste un simile monumento della natura può considerarsi uno dei successi italiani di cui, purtroppo, quasi nessuno parla. Anche in questo caso, il confortante ritorno, dopo diversi tentativi andati a vuoto, del mitico plantigrado (estinto in Francia, Austria, Svizzera, Germania) sulla Catena Alpina è dovuto all'impegno di molti: la Provincia di Trento, l'Ispra (ex Istituto Nazionale Fauna Selvatica) e le Associazioni ambientaliste, che hanno realizzato campagne di sensibilizzazione e messo in opera il servizio degli Avvocati dell'Orso, per sostenere, in caso di controversie la difesa dell'animale.
Fulco Pratesi

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A-baut meoww



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Di notte..e non solo...passeggio su questi tetti
Ho parlato..ehm copiato su..
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