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IlCoLoReDeLgRaNo
maggio 29 2009
21:07
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....E 100! UN VIDEO BELLISSIMO SULLA VOGLIA DI RICOMINCIARE DEGLI AQUILANI
ottobre 24 2008
15:24
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grazie
Saviano: "Ogni voce che resiste mi rende meno solo"
Roberto Saviano

GRAZIE per tutto quanto state facendo. È difficile dimostrare quanto sia importante per me quello che è successo in questi giorni. Quanto mi abbia colpito e rincuorato, commosso e sbalordito sino a lasciarmi quasi senza parole. Non avrei mai immaginato che potesse accadere niente di simile, mai mi sarei sognato una tale reazione a catena di affetto e solidarietà.
Grazie al Presidente della Repubblica, che, come già in passato, mi ha espresso una vicinanza in cui non ho sentito solo l'appoggio della più alta carica di questo paese, ma la sincera partecipazione di un uomo che viene dalla mia terra.

Grazie al presidente del Consiglio e a quei ministri che hanno voluto dimostrarmi la loro solidarietà sottolineando che la mia lotta non dev'essere vista disgiunta dall'operato delle forze che rappresentano lo Stato e anche dall'impegno di tutti coloro che hanno il coraggio di non piegarsi al predominio della criminalità organizzata. Grazie allo sforzo intensificato nel territorio del clan dei Casalesi, con la speranza che si vada avanti sino a quando i due latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine - i boss-manager che investono a Roma come a Parma e Milano - possano essere finalmente arrestati.

Grazie all'opposizione e ai ministri ombra che hanno appoggiato il mio impegno e quanto il governo ha fatto per la mia sicurezza. Scorgendo nella mia lotta una lotta al di là di ogni parte.

Le letture delle mie parole che sono state fatte in questi giorni nelle piazze mi hanno fatto un piacere immenso. Come avrei voluto essere lì, in ogni piazza, ad ascoltare. A vedere ogni viso. A ringraziare ogni persona, a dirgli quanto era importante per me il suo gesto.

Perché ora quelle parole non sono più le mie parole. Hanno smesso di avere un autore, sono divenute la voce di tutti. Un grande, infinito coro che risuona da ogni parte d'Italia. Un libro che ha smesso di essere fatto di carta e di simboli stampati nero su bianco ed è divenuto voce e carne. Grazie a chi ha sentito che il mio dolore era il suo dolore e ha provato a immaginare i morsi della solitudine.

Grazie a tutti coloro che hanno ricordato le persone che vivono nella mia stessa condizione rendendole così un po' meno sole, un po' meno invisibili e dimenticate.
Grazie a tutti coloro che mi hanno difeso dalle accuse di aver offeso e diffamato la mia terra e a tutti coloro che mi hanno offerto una casa non facendomi sentire come uno che si è messo nei guai da solo e ora è giusto che si arrangi.

Grazie a chi mi ha difeso dall'accusa di essere un fenomeno mediatico, mostrando che i media possono essere utilizzati come strumento per mutare la consapevolezza delle persone e non solo per intrattenere telespettatori.

Grazie alle trasmissioni televisive che hanno dato spazio alla mia vicenda, che hanno fatto luce su quel che accade, grazie ai telegiornali che hanno seguito momento per momento mutando spesso la scaletta solita dando attenzione a storie prima ignorate.

Grazie alle radio che hanno aperto i loro microfoni a dibattiti e commenti, grazie specialmente a Fahrenheit (Radio 3) che ha organizzato una maratona di letture di Gomorra in cui si sono alternati personaggi della cultura, dell'informazione, dello spettacolo e della società civile. Voci che si suturano ad altre voci.

Grazie a chi, in questi giorni, dai quotidiani, alle agenzie stampa, alle testate online, ai blog, ha diffuso notizie e dato spazio a riflessioni e approfondimenti.
Da questo Sud spesso dimenticato si può vedere meglio che altrove quanto i media possano avere talora un ruolo davvero determinante. Grazie per aver permesso, nonostante il solito cinismo degli scettici, che si formasse una nuova sensibilità verso tematiche per troppo tempo relegate ai margini. Perché raccontare significa resistere e resistere significa preparare le condizioni per un cambiamento.

Grazie ai social network Facebook e Myspace, da cui ho ricevuto migliaia di messaggi e gesti di vicinanza, che hanno creato una comunity dove la virtualità era il preludio più immediato per le iniziative poi organizzate in piazza da persone in carne e ossa.

Grazie ai professori delle scuole che hanno parlato con i ragazzi, grazie a tutti coloro che hanno fatto leggere e commentare brani del mio libro in classe. Grazie alle scuole che hanno sentito queste storie le loro storie.
Grazie a tutte le città che mi hanno offerto la cittadinanza onoraria, a queste chiedo di avere altrettanta attenzione a chi concedono gli appalti e a non considerare estranei i loro imprenditori e i loro affari dagli intrecci della criminalità organizzata.

E grazie al mio quotidiano e ai premi Nobel e ai colleghi scrittori di tante nazionalità che hanno scritto e firmato un appello in mio appoggio, scorgendo nella vicenda che mi ha riguardato qualcosa che travalica le problematiche di questo paese e facendomi sentire a pieno titolo un cittadino del mondo.

Eppure Cesare Pavese scrive che "un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti".

Io spesso in questi anni ho pensato che la cosa più dura era che nessuno fosse lì ad aspettarmi. Ora so, grazie alle firme di migliaia di cittadini, che non è più così, che qualcosa di mio è diventato qualcosa di nostro. E che paese non è più - dopo questa esperienza - un'entità geografica, ma che il mio paese è quell'insieme di donne e uomini che hanno deciso di resistere, di mutare e di partecipare, ciascuno facendo bene le cose che sa fare. Grazie.
ottobre 22 2008
14:30
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SESSO, AMICIZIA E INSODDISFAZIONE, L'IDENTIKIT DI CHI È SEMPRE ONLINE

Facebookmania fra i 30-40enni

Esplodono le iscrizioni anche in Italia. Ma gli psicologi avvertono: «E' una colossale illusione»

Faceboook. Scoppia la mania in Italia, ma per gli psicologi è un colossale illusione
Faceboook. Scoppia la mania in Italia, ma per gli psicologi è un colossale illusione
ROMA - Un clic e si diventa amici, si ritrovano ex compagni di scuola, oppure antiche fiamme. E sui comincia a condividere pezzi di vita, foto e video. Per senitrsi meno soli. E' la Facebookmania, una passione in rapido aumento anche in Italia: gli ultimi dati parlano di 1 milione 369 mila utenti italiani (su 132 milioni nel mondo), con un incremento di visitatori del 961% in un anno ( del +135% degli iscritti). «E' una febbre che contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 40 anni, e non a caso: questo mondo virtuale è infatti vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine, che in questa fase della vita, fitta di bilanci, contagia anche i cosiddetti vincenti» commenta Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e direttore dell'Uiap (Unità operativa attacchi di panico) alla Clinica Paideia di Roma.

IL RADUNO ITALIANO - Se infatti il sito è nato richiamandosi - anche nel nome - agli album fotografici che le università americane pubblicano a inizio anno accademico per ritrovare amici perduti, oggi i nostalgici a caccia degli ex compagni di classe sono solo uno dei tanti profili dei facebook-maniaci: ci sono i «troppo soli», gli insoddisfatti, quelli con l'alter ego, quelli che lo fanno per farsi pubblicità», i cuori infranti e, naturalmente, i latin lover virtualì. A testimoniare la passione per questo colorato mondo online c'è anche un incontro organizzato per giovedì a Milano per riunire la Facebook community lombarda. Ma stando agli esperti, dietro lo scambio di messaggi, foto e contatti c'è poco da stare allegri. «L'enorme sviluppo di Facebook è spia di un grosso problema di solitudine - diagnostica la Vinciguerra , analizzando il fenomeno con l'Adnkronos salute - Abbiamo costruito la nostra vita su un'immagine capace, vincente, superorganizzata. Ma a 30-40 anni, che gli obiettivi che c'eravamo posti siano stati raggiunti o meno, si fa strada un senso di vuoto, perchè più che l'essere abbiamo curato l'apparire».

«COLOSSALE ILLUSIONE» - Così finiamo per ricercare quelli che sono sentiti come «rapporti veri: i compagni di scuola, gli amici di tante estati al mare, i ragazzi del cortile. Quelli a cui davamo e ricevevamo sostegno e comprensione sinceri. Oggi nel mondo reale recitiamo un po' tutti - avverte la Vinciguerra - ma in passato non era così». «Facebook è una colossale illusione: permette a tante persone di pensare di essere importanti, perchè hanno decine e decine di amici virtualì, ma purtroppo si tratta spesso solo di un gran numero di "sfigati"», sostiene Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, docente di psichiatria dell'Università Gregoriana di Roma, e fra i primi a occuparsi del problema delle tecno-dipendenze in Italia. «Occhio però, perchè dimenticano che resterà per sempre traccia sul web del cumulo di menzogne o banalità narcisistiche che si immette nella rete», avverte Cantelmi. E spesso le menzogne vengono al pettine, come è già accaduto nel caso di coppie in cui uno dei due si presenta single sul sito, e l'altro lo scopre. «Si è disperatamente in cerca di una realtà diversa, anche sentimentalmente, così si altera la verità», dice la Vinciguerra.

GLI IDENTIKIT DEI «FACEBOOKMANIACI» - Ecco, secondo gli esperti, l'identikit dei popolo di Internet contagiato dalla Facebookmania.

1) I nostalgici: Si emozionano alla vista delle foto dei compagni di classe delle medie o del liceo. Cercano gli amici del passato per vedere come sono invecchiati, e commentano i bei tempi andati. Una nostalgia per i vecchi tempi che, di fatto, è un rimpianto per i rapporti veri e perduti, per un'infanzia e un'adolescenza ormai lontana e mitizzata.

2) I latin lover virtuali : Dichiaratamente a caccia di nuovi potenziali partner, ma anche di ex piacenti e disponibili. Spesso celano una relazione (se l'hanno) e rimpinzano il proprio profilo e gli album con foto sexy o interessanti, a volte ritoccate. In genere accumulano decine e decine di amici dell'altro sesso, con i quali fanno i misteriosi. «Ma alla fine si tratta di persone sole o profondamente infelici con il partner, che ricorrono a cumuli di banalità narcisistiche per rendersi interessanti», spiega Cantelmi.

3) I cuori infranti: Prostrati dall'ultima relazione, in corso o finita, sono a caccia degli antichi amori, mitizzano i ricordi. Hanno l'impressione di essersi persi per strada qualcosa di vero. «In questo caso l'insoddisfazione e la solitudine vanno a braccetto - spiega la Vinciguerra - e si cerca di darsi un'altra chance» grazie alla rete.

4)Gli insoddisfatti: Infelici anche se hanno una famiglia e dei figli, spesso sono donne. Non trovano spazio per il sogno, il romanticismo e quel pizzico di avventura, che finiscono per cercare su Facebook.

5) Quelli della pubblicità: Sono più o meno famosi, politici, campioni dello sport, attori. Ricorrono a Facebook in modo strumentale, per farsi mega-spot gratuiti.

6) Quelli con l'ater ego: Dai 400 burloni che si sono presentati nei panni del calciatore Francesco Totti, ai tanti Giulio Cesare o Maria Antonietta, a quelli che pubblicano foto diverse o ritoccano la descrizione vantando titoli ed esperienze di fantasia. Soli e in cerca di contatti, si mettono una maschera per ottenere attenzioni e credibilità nel mondo virtuale.

ottobre 20 2008
08:59
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Da Gorbaciov a Tutu le prime firme a favore dello scrittore campano
Un appello allo Stato affinché intervenga per proteggerlo dalle minacce

I premi Nobel al fianco di Saviano
"La sua libertà riguarda tutti noi"

 I premi Nobel al fianco di Saviano "La sua libertà riguarda tutti noi"

Roberto Saviano

ROMA - I Nobel si mobilitano per Roberto Saviano. Lanciano un appello per chiedere allo Stato di intervenire, di proteggerlo dalle minacce di morte dei Casalesi e sconfiggere la camorra. Chiedono di garantire "la libertà nella sicurezza" all'autore del bestseller "Gomorra", che vive da clandestino, sotto scorta. Il caso Saviano è "un problema di democrazia", scrivono. Ma è, anche, "un problema di tutti noi".

Per questo motivo sono già sei i primi nomi autorevoli - Dario Fo, lo scrittore tedesco Günter Grass e il turco Orhan Pamuk, Nobel per la letteratura; Mikhail Gorbaciov e l'arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, Nobel per la pace; Rita Levi Montalcini, Nobel per la medicina - che sono intervenuti in difesa dello scrittore con un testo che sta già avendo altre adesioni e che, a partire da oggi, è possibile firmare sul sito di Repubblica, che darà voce alla mobilitazione in favore dello scrittore.

Dopo la pubblicazione di "Gomorra", Saviano è nel mirino della camorra. Ha subito pesanti minacce, le ultime pochi giorni fa, quando informative e dichiarazioni di collaboratori di giustizia hanno rivelato l'esistenza di un piano per ucciderlo da parte del clan dei Casalesi. Dal 13 ottobre del 2006 vive sotto scorta. Sempre a Repubblica alcuni giorni fa lo scrittore ha confessato il desiderio di poter tornare a una vita normale. "Andrò via dall'Italia, almeno per un periodo e poi si vedrà" ha confessato. "Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale". L'intervista ha suscitato numerose prese di posizione, il presidente della Repubblica Napolitano e il premier Berlusconi hanno scritto a Repubblica per sostenere lo scrittore e assicurare il sostegno dello Stato, in tutta Italia sono scattate manifestazioni di solidarietà.
Così i Nobel spendono la loro autorevolezza per chiedere allo Stato "di fare ogni sforzo per proteggerlo e sconfiggere la camorra". Ricordano che non si può liquidare il "caso Saviano" solamente come un problema di polizia, perché "è un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini", scrivono. "Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008". da repubblica.it

Firma per Roberto Saviano


Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - "Gomorra" - tradotto e letto in tutto il mondo. E' minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese. Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, "Repubblica", e di tacere.
Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. E' un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini.
Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.



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settembre 23 2008
00:35
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Sò Brillante mica pizza e fichi! :D
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quella buontempona (è un'ardita metafora per dire che è proprio nastronza) di Dianalove ha deciso, in questo giorno di inizio autunno, di appiopparmi sto' brillantetuttotempestato di lapislazzuli  che viene assegnato quei blog che si sono distinti per i contenuti o per l'estetica, con l'intento di promuoverli e incoraggiarne la diffusione virtuale.
Da qui si evince ma anche si eperde benissimo che la Dianuzza nun ce vede bene! :DDD ma nonostante ciò non posso esimermi dallo sperticarmi in ringraziamenti (per la serie paraculi si nasce) :PPPP per questo premio inaspettato. TENKS!

Le regole sono queste:
1. Chi viene "nominato" deve scrivere un post sull'argomento, citando l'autore della nomina e indicando il link del suo blog.
2. Nominare a propria volta almeno 7 blog, indicandone nell'articolo i link e avvisando i loro gestori del premio.
3. Esibire, ma questo è facoltativo, il profilo-foto di chi ha nominato e di chi è stato nominato.

Ecco i miei prescelti:

1) Fastidiosetta perchè servendosi di un perfetto miscuglio di ironia e pungente sarcasmo e simpatia riesce sempre a far riflettere sorridendo.. piccole grandi polaroid dei suoi giorni che in fondo   (ma proprio in fondo   ehhhhhhhhhhhh :DD ) sono anche un pò nostri ..un pinzimonio di amori, riflessioni e inquietudini conditi sempre  con tanta voglia di vedere il cielo sempre più bluuuuuuuu........ praticamente una sapiente scieffa di Ratattuglie! :PPP

2) Passaggisegreti:
un passaggiosegreto che una volta scoperto non si ha più voglia di abbandonare..parole e racconti tessuti con sapienza che emozionano e toccano nel profondo..
il posto dove spesso mi fermo a riprender fiato...:))


3) Brumbrù :
uno che si crede arabo e per questo ha fatto un blog-harem dove si è circodato di femmine che lo prendono continuamente ehm per quello che è ..praticamente  Alì Brumbrù Sce(m)icco del Brunello ma anche del Tavernello ma soprattutto del Tocai...praticamente un sommelie de noiartri..grande sensibilità e simpatia...nu ci-trullo della pugghia !  :DD

4) Elfkoenig:
l'atmosfera surre(n)ale che aleggia nei suoi post fa capire che la realtà di tutti i giorni è molto più surreale di quello che stiamo leggendo..come far a meno del Dio Naso e di Zurgh il grande?  :D


5)
Gattarandagia: le sue parole  riescono sempre a graffiare anche quando scrive dei post-haiku:  ogni sua frase, anche la più piccola,  ci fa riflettere..ed i suoi racconti delle sue giornate capitoline e non sono imperdibili... una vera zampata di cinica ironia! :D

6)  Dianalove: blog di una mattacchiona-rompicats che posta foto bellissime (non sue) :DD da cui vengo spesso rapita  anche perchè adoro la fotografia..amore, erotismo e tutti i paesaggi di un'anima  dietro le quali si cela un anima in cerca di love....nzomma n'anima... sua! :DDD

7) Monica: ogni suo post racconta la sua grande voglia di vivere e di amare, i suoi servizi giornalistici con Brigant sono uno spasso...come resistere alla sua dolcezza?  e perchè dovremmo resistere? se ci leggiamo i pippardoni di brumbrù possiamo privarci di ciò? :DDDD
 

8) Arestix : cosa succede se un sardo finisce in Irlanda? le mirabolanti  avventure di uno che si crede un druido tipo Asterix e finisce per subire le magiche pozioni  da una ragazza brasileira : Lodi lodi lodi alla Makumbeira!  I suoi racconti di stranissimi e fantozziani compagni di lavoro e vicini di casa a Dublino (ma dico tutti te ti li ritrovi ? allora sono a riporto tuo! ;PPPP) ci fanno capire  che al peggio del genere umano non c'è mai fine...

e chi siamo noi per dire chi è Caino e chi è Abele, chi è Padoa e chi è Schioppa, qual è la formula segreta della Coca-Cola?


giugno 6 2008
18:30
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 Un orsetto di peluche smarrito fa il giro d'Europa ma torna dalla sua padroncina

La bambina non riusciva più a dormire. Tra imprevisti e disguidi l'orsetto recuperato dopo 2mila e 400 km

 

L'orsetto smarrito e ritrovato (Daily Mail)
LONDRA (Gran Bretagna) - Sembrava davvero una missione impossibile quella di “Salvate Orange l’Orsetto”, lanciata da due genitori inglesi nel tentativo di recuperare l’adorato peluche che la figlia di sette anni aveva inavvertitamente dimenticato all’aeroporto di Girona, al termine di una vacanza in Costa Brava con la famiglia. E, invece, dopo un’odissea di 44 giorni e oltre 2.400 chilometri, senza contare le 1.000 sterline (più di 1.250 euro) che ci sono volute per il salvataggio, Orange Ted è tornato fra le braccia della sua giovane amica, che senza di lui non riusciva più nemmeno a dormire. Protagonisti dell’avventura raccontata dal “Daily Mail”, uno spelacchiato orso di peluche, rattoppato in più punti e pure senza un occhio, e vecchio di ormai 50 anni (apparteneva a una prozia), di nome Orange Ted; la piccola Jaimee Armstrong, i suoi genitori, Deb e Dan (45 anni lei, 38 lui) e gli agenti di viaggio della “Travel Counsellors”, direttamente coinvolti “nell’operazione orsetto”.

LA PERDITA IN AEROPORTO - La grande avventura di Orange Ted ha avuto inizio lo scorso 23 aprile all’aeroporto di Girona, in Spagna, quando Jaimee ha dimenticato il fedele compagno dei suoi primi sette anni di vita al gate del volo, complice la confusione che c’era al momento dell’imbarco. A far compagnia al peluche sulle seggioline dello scalo spagnolo era rimasta anche una borsa, sempre appartenente alla bambina e contenente una console Nintendo DS, i libri di Mr Men e un lettore MP3. Ma a Jaimee importava solo del suo teddy bear e così, non appena tornati a Burnham-on-Sea, nel Somerset, gli Armstrong si sono attaccati al telefono con l’aeroporto di Girona e hanno scoperto che il bagaglio a mano, con dentro l’orsachiotto, era lì, ma era necessario che qualcuno andasse a prenderlo di persona, perché di spedirlo con il primo volo per l’Inghilterra non se ne parlava proprio. «Jaimee cominciava a preoccuparsi sempre di più – ha raccontato al giornale mamma Deb – ed era davvero inconsolabile. Per questo motivo, io e Dan abbiamo capito che dovevamo riavere il nostro Orange Ted a qualunque costo».

L'OPERAZIONE RECUPERO - La famiglia ha contatto un’agente di viaggio loro amica della Travel Counsellors, Kim Hughes, che ha lanciato una sorta di “SOS Orso” attorno al globo, allertando più di 1.000 colleghi per sapere se ce ne fosse uno in procinto di raggiungere Girona. C’era, e sarebbe arrivato allo scalo l’11 maggio. Tutto bene, dunque? Non esattamente, perché l’agente di viaggio è arrivato in ritardo e non ha fatto in tempo a ritirare il prezioso bagaglio (il signor Armstrong aveva preventivamente avvisato lo staff dell’aeroporto che sarebbe passata una persona a prendere la borsa) e a quel punto papà Dan ha deciso di fare da solo, prenotando un volo di andata e ritorno per Girona e una notte in hotel. Fortuna ha, però, voluto che poco prima di partire l’uomo abbia chiamato la Spagna per controllare che Orange l’Orso fosse ancora lì, scoprendo così che era stato ritirato il 14 maggio da un altro impiegato della Travel Counsellors, alla vigilia di una vacanza on the road fra Spagna e Francia. Il tour è finito il 30 maggio e la borsa con l’orsacchiotto a quel punto era arrivata a Tolosa ed era nelle mani di un’altra agente dell’agenzia, Laura Dawson. «Per un caso fortuito, i suoi genitori erano appena arrivati dallo Yorkshire a trovarla – ha continuato Deb Armstrong – e quando sono tornati a casa, hanno riportato Orange Ted in Inghilterra con loro».

ULTIMA TAPPA VIA POSTA - L’ultimo viaggio dal North Yorkshire a Burnham-on-Sea il peluche lo ha fatto via posta, arrivando finalmente sano e salvo fra le braccia della piccola Jaimee lo scorso 5 giugno. «Sarebbe stato molto più semplice se quelli dell’aeroporto lo avessero messo su un volo per l’Inghilterra – ha concluso la mamma della bambina – ma ci hanno spiegato che era impossibile e che bisognava andarlo a prendere di persona. Malgrado Jaimee avesse perso anche altri giocattoli che adora, come il Nintendo, a lei importava solo del suo Orange Ted ed era così sconvolta che abbiamo deciso che lo dovevamo riportare a casa a qualunque costo. Anche se ha solo un occhio, è mezzo spelacchiato ed è rattoppato in più punti, è l’unico che ama. Ma una cosa è certa: dopo quanto è successo, Orange Ted non lascerà mai più l’Inghilterra».  www.corriere.it

 

maggio 29 2008
16:05
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Bookcrossing: gli scambisti dei libri si incontrano a Genova



Prestare i libri amati è sempre una scelta difficile. Ma se invece di sentire che ce ne stiamo privando cominciassimo a pensare che li stiamo “liberando”? È questo l’assunto di base del bookcrossing, movimento nato in America nel 2000 e cresciuto fino a raggiungere dimensioni globali grazie a internet. Sono 660 mila nel mondo e oltre 20 mila solo in Italia i lettori che aderiscono al movimento. E dal 30 maggio al 2 giugno si incontrano a Genova per il raduno annuale nazionale, il Munz 2008.

Come si fa a liberare un libro? Come si riconosce un libro lasciato da un bookcrosser? Che cosa fanno i bookcrosser quando si incontrano? Panorama.it ne ha parlato con Massimo Cipolla, meglio noto nell’ambiente come Maxcip, bookcrosser genovese tra gli organizzatori del raduno di fine maggio.
“Quella di lasciare libri letti in giro era già una pratica diffusa quando una coppia americana, Ron Hornbacker e sua moglie, inventarono un metodo per sistematizzare lo scambio e permettere di seguire il percorso dei libri. In realtà il sistema esisteva già ed era stato inventato per tracciare i numeri seriali delle banconote in America in una sorta di gioco “Dov’è George?”, in cui l’interrogativo si riferisce a George Washington”.
Come si libera un libro? “Ci si iscrive al portale americano“, spiega Maxcip, “si registrano i propri dati e poi si registrato i dati del libro da liberare: autore, titolo e così via. Il software genera automatricamente un codice che va stampato e incollato al libro e che identifica quel libro e lui soltanto. Possiamo aggiungere note e informazioni su dove abbiamo intenzione di liberarlo. Chi lo trova va sullo stesso portale, digita il codice del libro e scopre la sua storia”.
Quella dei bookcrosser è una di quelle comunità che dal virtuale (incontri e scambi di opinione su forum e blog) passa volentieri al reale. “In tutte le città organizziamo degli incontri il secondo martedì del mese”, racconta Maxcip. “Prendiamo accordi online e ci diamo l’appuntamento. Di solito in qualche locale che poi diventa anche luogo privilegiato per liberare e trovare libri”.
Il raduno annuale è un modo per entrare in contatto con una fetta più ampia della comunità, incontrare autori, socializzare e divertirsi. Sul sito italiano si trovano tutte le informazioni. “Di sicuro ci sarà un giro nella città vecchia organizzato per sabato 31 e alle 17 alla libreria Finis Terre in piazza Truogoli di Santa Brigida nel centro storico, la presentazione del libro Naviglio Blues di Adele Marini, con un accompagnamento musicale, ovviamente blues. La tradizione vuole che a questi raduni nazonali ci sia sempre anche una cena che noi definiamo “zingara”: un pic-nic sotto le stelle con lettura trash. Ognuno porta un libro che trova particolarmente trash e se ne leggono brani ad alta voce per divertimento”. Per la domenica 1 giugno il programma prevede una mega-liberazione di libri e una caccia al tesoro che seguirà il filo di un racconto e per lunedì è prevista una gita al mare con pic-nic, letture e chiacchiere.
Massimo Cipolla lavora a Genova in un centro di biotecnologie, la sua liberazione record (la più alta) l’ha fatta l’anno scorso sul Monte Rosa e spesso, se il libro che vuole liberare gli è piaciuto particolarmente, ne compra un’altra copia da tenere per sé, in barba a chi dice che il bookcrossing nuoce agli autori perché fa vendere meno.
Da quando è nato il movimento sono stati liberati oltre 4 milioni e mezzo di libri. Le idee girano veloci.
Qui il programma completo della manifestazione.  www.panorama.it
maggio 27 2008
15:59
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In risposta alla catena di DianaLove posto le foto dei 5 uomini che mi ispirano robe...:PPP

Patrick Dempsey

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Adam Levine

Luca Argentero

Justin Timberlake

 

Gerard Butler
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Jude Law

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Luca Toni
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Ewan McGregor

 

.........BRUMBRU'
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E BRIGANT

ACCATTATEVILLE!
 

A-baut meoww

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io sono BlogAttivo

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Che tu possa avere dei muri per il vento, un tetto per la pioggia, una tazza di the davanti al fuoco, risate per rallegrarti, quelli che ami accanto a te, e tutto ciò che il tuo cuore desidera.
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"C'è una gioia nei boschi inesplorati, C'è un'estasi sulla spiaggia solitaria, C'è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, e c'è musica nel suo boato. Io non amo l'uomo di meno, ma la Natura di più".
Lord Byron
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Di notte..e non solo...passeggio su questi tetti

Ho parlato..ehm copiato su..

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"C'è una gioia nei boschi inesplorati, C'è un'estasi sulla spiaggia solitaria, C'è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, e c'è musica nel suo boato. Io non amo l'uomo di meno, ma la Natura di più".
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Grazie ..se vede proprio che non ci avete nu cats e'niente da fà... :D

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