
Chi prima arriva meglio alloggia: stando agli esiti di numerosi studi, il proverbio può essere esteso anche ai fratelli.
Dei ricercatori norvegesi a giugno hanno dato l’annuncio: i primogeniti sono più intelligenti. La loro indagine, condotta su un campione di 241.310 maschi di età compresa tra 18 e 19 anni, ha permesso di scoprire che il primo figlio è in media più intelligente: ha infatti un quoziente intellettivo di 103,2 contro il 102,9 del secondo e il “misero” 100 del terzo. Nel caso di fratelli maggiori morti prematuramente, il QI dei terzogeniti può salire a 102,6.
Secondo Frank Sulloway, autore di vari studi sull'ordine di nascita all'Università di Berkeley (California): “Il maggiore si stacca dagli altri forse perché è costretto a far ai minori da guida e in questo processo impara ad organizzare ed elaborare meglio il pensiero”.
“Le famiglie investono molto per il primogenito” ha dichiarato Catherine Salmon, assistente di psicologia dell’Università di Redlands (California). E i risultati si vedono: una recente indagine sui dirigenti d’azienda condotta da Vistage - un’organizzazione internazionale dei Ceo – ha rivelato che il 43% delle persone che occupano la poltrona più importante nei consigli d’amministrazione sono primogeniti, il 33% mediani e il 23% ultimi nati. Nel Congresso americano, infine, è presente un numero statisticamente rilevante di primogeniti.
Vediamo qualche esempio. Raul Lalo, modesto centrocampista argentino che negli anni ’90 giocava nella lega calcio canadese, non poteva non invidiare l’acclamato fratello, che di nome faceva Diego e di cognome, come lui, Maradona. Ma c’è anche la sorella di Mia Farrow, Tisa, attrice di scarsa celebrità che nel 1979 debuttò con un film sugli zombie.
In Italia i casi più o meno noti non mancano. Si va dai fratelli Fiorello, capitanati dall’insuperabile showman Rosario, al duo campione d’incassi Gabriele e Silvio Muccino, il primo regista, il secondo attore. Ci sono poi gli Elkann, con il serio John e il paparazzato Lapo, le sorelle Comencini, impegnate come il padre Luigi nel mondo del cinema o le sorelle (gemelle) Levi Montalcini, con la celebre scienziata Rita e l’artista Paola.
Se i primi nati vengono descritti come più coscienziosi, i più giovani si salvano con la simpatia, l’intraprendenza e l’amabilità. Se i top manager primogeniti danno il meglio di sé e cercano di ottimizzare le risorse, i fratelli minori che diventano amministratori delegati tendono a far saltare l’ordine prestabilito e non temono il rischio. I figli di mezzo? Secondo gli scienziati sono un’incognita.
