IlCoLoReDeLgRaNo
luglio 3 2008
08:22
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BENTORNATA INGRID!


 
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luglio 2 2008
21:22
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Lo rivela uno studio dell'università A&M, in Texas, secondo cui il cocomero
contiene la citrullina, una sostanza in grado di dilatare i vasi sanguigni

 
E' l'anguria il frutto della passione
Ha gli stessi effetti del Viagra


 
IL GRANDE CALDO di questi giorni aveva già fatto esplodere i consumi di anguria. Ma adesso una notizia che arriva dagli Stati Uniti promette di far lievitare le vendite ben oltre il 10% registrato nell'ultima settimana di giugno. Secondo uno studio scientifico, infatti, l'anguria è il vero "frutto della passione", in grado di aumentare la libido, già potenziata dalle atmosfere estive. Anzi, dietro all'umile cocomero si nasconde il sostituto naturale del Viagra.

I ricercatori dell'università A&M del Texas hanno scoperto che l'anguria ha gli stessi effetti dei farmaci utilizzati per combattere le disfuzioni erettili - Viagra, ma anche Cialis o Levitra - perché agisce sui vasi sanguigni, dilatandoli. "Quanto più studiamo questo frutto, tanto più ci convinciamo delle proprietà stupefacenti che ha", spiega Bhimu Patil, direttore della ricerca.

Alla base di queste reazioni c'è la citrullina, una sostanza naturale fitonutriente. Ogni volta che si mangia una fetta di anguria, il corpo assume la citrullina, che, grazie all'azione di alcuni enzimi, si converte in arginina, un amminoacido che, tra l'altro, dà benefici anche al cuore, al sistema circolatorio e a quello immunitario. Ma, tornando alle capacità amatorie, l'arginina agisce direttamente sui capillari: "Eleva la concentrazione di ossido di azoto, che a suo volta fa rilassare i vasi sanguigni - chiarisce Patil - e così cura la disfuzione erettile. Forse ha addirittura la capacità di prevenirla. Senza avere gli effetti collaterali del Viagra". Non solo: l'arginina aiuta anche il ciclo di smaltimento nell'urea, eliminando l'ammoniaca e gli altri composti tossici dell'organismo.

Eppure sostituire la "pillola blu", che proprio nel 2008 ha festeggiato il suo decimo compleanno, non sarà così immediato. E questo perché la "magica" citrullina raggiunge la massima concentrazione nella parte bianca dell'anguria. Quella che di solito si scarta, ma che da oggi potrebbe entrare nelle abitudini alimentari dei maschi di tutto il mondo. Niente paura, però, gli scienziati del Texas hanno già fatto sapere che stanno lavorando per sviluppare una qualità di anguria che contenga altissime dosi di citrullina anche nella polpa. 

www.repubblica.it

 
luglio 1 2008
18:28
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Michigan: lancia un pollo surgelato contro una donna

Ha aggredito la madre e un'altra donna nel giro di due giorni e ora è stato arrestato. Detta così sarebbe una normale notizia di cronaca, anche abbastanza seria, ma l'aspetto buffo della vicenda è che una delle "armi" usate è un ignaro pollo surgelato di 4.5 chili. Frederick McKaney, questo è il nome del protagonista, ha prima aggredito la madre, ferendola con una forchetta dietro il collo, e il giorno dopo ha colpito una sconosciuta sulla testa servendosi del pennuto surgelato.Ha scagliato il pollo surgelato - Mentre il motivo del litigio con la genitrice sarebbe il rifiuto di lei di dare al figlio dei soldi, non si conoscono le cause che hanno spinto l'uomo a prendersela con la sconosciuta. Lui infatti stava sulla sua bicicletta, quando ha visto due donne e all'improvviso ha lanciato il pollo sulla testa di una procurandole un taglio. La vittima è stata soccorsa e curata nell'ospedale locale. Intanto l'amorevole figliolo, già autore di una serie di piccoli crimini, è stato arrestato e accusato anche per resistenza all'arresto.

New York come Roma: è allarme ladri di tombini
Un tombino di Roma
New York come Roma. Almeno per l'appetibilità dei loro tombini, preda, a quanto pare, di ladri e ricettatori senza scrupoli. Che sia conseguenza della crisi dei mutui subprime americani o dell'economia stagnante italiana, non è dato saperlo. Quel che è certo è che per sbarcare il lunario ognuno si organizza come può. E alcuni astuti malfattori non hanno dovuto neanche spremersi troppo le meningi: è bastato guardarsi sotto i piedi per scoprire che la svolta sarebbe arrivata proprio grazie a quanto calpestavano tutti i giorni, i tombini per l'appunto, disponibili in grandi quantità e facilissimi da rubare.
Migliaia di tombini spariti negli Usa - Così nella "terra dell'abbondanza" stanno scomparendo migliaia di tombini, da Filadelfia (dove due bambini sono caduti in un tombino mancante della copertura) alla California, passando per Long Beach. Le autorità di Dearbor, in Michigan, hanno provato a correre ai ripari saldando le coperture, imitati da altri comuni. Per ogni pezzo sottratto alle strade federali si possono ricavare fino a 15 dollari, puliti puliti. Un business redditizio, che si diffonde velocemente in tutti gli States e contro il quale la polizia prova ora ad attrezzarsi.
A Roma ladro confessa: ne ho rubati 260 - E volendo potrebbe chiedere consiglio agli omologhi italiani che, proprio mercoledì scorso, hanno arrestato nella Capitale un romano che ne aveva "collezionato" ben 260. E la giustificazione ha davvero dell'incredibile: "L'ho fatto per la mia famiglia". Davanti ai carabinieri attoniti l'uomo si è giustificato così provando a dare un senso al perché in pochi mesi avesse sottratto 260 chiusini con la scritta SPQR per un valore totale di 15mila euro. Ma a nulla sono valse le scusanti: arrestato e processato per direttissima.
giugno 29 2008
22:00
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La finestra sul cortile  di Andrea Camilleri
Prefazione

Ho scritto questo racconto, che oggi Agrigentonotizie.it comincia a pubblicare, il cui titolo, "La Finestra sul cortile", vuole essere un esplicito omaggio a Hitchcock, per aiutare la diffusione di un giornaletto di quartiere, "Il Nasone di Prati", fatto da un gruppo di giovani miei amici.
Tra parentesi, con "nasone" si intende la fontanella stradale che dispensa acqua fresca ai passanti e che è detta così per la particolare forma del rubinetto.
Ritenni dunque indispensabile ambientare la vicenda proprio nel quartiere Prati, dove abito da oltre cinquant'anni, fingendo una trasferta romana di Montalbano al quale un amico che deve assentarsi da Roma cede il suo appartamento da scapolo. Appartamento la cui cucina ha una finestra che si apre su un grandissimo cortile.
Il cortile che ho descritto è quello che per anni ho visto da una finestra di casa mia. Naturalmente, gli abitanti degli appartamenti che danno nel cortile del mio racconto sono assolutamente di fantasia, non hanno nessun rapporto con coloro che vi abitano nella realtà.
Mi divertiva l'idea di mettere il mio commissario di fronte a un paesaggio per lui inconsueto. Egli infatti è abituato a vivere a Marinella, in una villetta singola, avendo difronte a sé la spiaggia e il mare. Un cortile popoloso è per lui una novità assoluta e una fonte di continuo interesse.
Come nel film di Hitchcock egli si trova a spiare, anche involontariamente, la vita degli altri. Quale occasione migliore con un uomo che ha l'istinto della caccia, come diceva Hammett?
Il respiro narrativo di questo racconto è per me alquanto nuovo: infatti c'era la necessità di una scansione per capitoletti ognuno dei quali non doveva superare le due-tre cartelle. Ho fatto una certa fatica perché, narrativamente, ho il respiro più lungo, ma spero di esserci riuscito lo stesso.
Comunque sia, buona lettura.
                                                                                                                                                Andrea Camilleri

Puntata uno

"Il signor Questore l'aspetta. La introduco subito" - disse a Montalbano il capo di gabinetto Lattes e proseguì: "Tutto bene in famiglia?". Quello s'era amminchiato, da anni e anni, che Montalbano era maritato e patre di figli. Lui, le prime volte, aviva circato di dirgli che non sulo non aviva né mogliere né figli, ma che era macari orfano di patre e di matre. Non c'era stato verso. Ogni volta la stissa dimanna. E un bel jorno il commissario s'era arrinnuto e gli aviva risposto che a casa, ringrazianno la Madonna, godivano tutti di bona saluti. L'aggiunta del ringrazio alla Madonna ce l'aviva mittuta pirchì era un modo consueto di diri di Lattes e aviva pinsato che la cosa gli potiva fare piaciri.
E quindi macari stavolta la risposta fu quella di sempri: "Tutti bene, ringraziando la Madonna".
L'altro però lo taliò tanticchia dubitoso.
"Che c'è Montalbano?".
"Perchè?".
"Ma non so, ho sentito nella sua voce come un...".
Certo che aveva sintuto qualichi cosa nella so voci. Era arragatata, squasi da raffreddori, pirchì aviva passato mezza nuttata assittato supra la verandina della so casa di Marinella a sbacantarisi tri quarti di una buttiglia di whisky nella spiranza che gli calava il sonno. Ma non potiva diri a Lattes la virità.
"Ci ha indovinato. Lei è molto perspicace. Sono un pochino preoccupato".
"Di che?".
"Il mio più piccolo ha la rosolia".
E di subito si pintì d'aviri ditto una simili minchiata sullenne. In primisi, pirchì ora, con i vaccini, non c'era cchiù nisciun picciliddro che si pigliava la rosolia e in secundisi pirchì l'ultima volta gli aviva contato che il figlio cchiù nico stava dando la maturità.
Ma Lattes non ci fici caso.
"Non si preoccupi, tipica malattia infantile. Passerà, ringraziando la Madonna".
Tuppuliò alla porta dell'ufficio del Questore, la raprì a mezzo, ci infilò la testa dintra, disse qualichi cosa, ritirò la testa, raprì del tutto la porta, si fici di lato per lassarlo passare.
"Si accomodi".
Aspittò che il commissario fosse trasuto e doppo gli chiuì la porta alle spalli.
"Buongiorno" - salutò Montalbano.
Bonetti-Alderighi, il Questore, gli fici un gesto con la mano senza isare l'occhi dalle carte che stava liggenno. Quel gesto vago potiva avire diverse interpretazioni. Potiva assignificari tanto "bongiorno" quanto "venga avanti"; tanto "resti lì" quanto "venga a sedersi"; tanto "mi fa piaciri vederla" quanto "vattela a pilgliari in quel posto".
Optò di fari cinco passi e assittarsi nella seggia che c'era davanti alla scrivania. Con Bonetto-Alderighi non si potiva proprio diri che annassero d'amori e d'accordo. Ogni vota che viniva chiamato alla questura di Montelusa, per un verso o per l'altro sinni tornava a Vigàta col sangue amaro.
Mentri il questore continuava a leggiri le carte, Montalbano si spiò quali sbaglio potiva aviri fatto per essiri stato convocato di prima matina "Urgentevolissimamenti" come gli aviva ditto Catarella. Si fici un esame di cuscenzia che manco in punto di morti e arrivò alla conclusioni che non aviva nenti di nenti da rimproverarsi.
Ma la conclusioni, invece di tranquillizzarlo, lo squietò. Non era possibile che uno fosse assolutamente 'nnucenti. Almeno il piccato originale, quello doviva avercelo. E dunque macari lui aviva fatto un qualiche sbaglio del quale non si rinniva conto. Ma quali? Capì che se si mittiva a ragiunari sulla colpa e il piccato, capace che arrischiava di cadiri in un problema metafisico. Addecise che abbisognava obbligare il questore a parlari senza perdiri altro tempo. Tussiculiò forti, Bonetti-Alderighi finalmente isò l'occhi e lo taliò come se non l'aviva mai viduto prima.
"Ah, è lei, Montalbano".
"Agli ordini signor Questore".
"Volevo dirle che mi hanno telefonato da Roma. Dal Ministero. Lei è stato prescelto".
tu bi continued...sabbato prozzimo! :D

 
giugno 28 2008
01:08
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giugno 27 2008
17:54
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Tutti pazzi per Fratello Metallo

Il frate suonerà al Gods of Metal

Si chiama frate Cesare ed è un Cappuccino di 62 anni appassionato di musica heavy metal tanto che pubblicherà il disco "Misteri" a luglio, in cui canta "di sesso e di fede". Note particolari? Ha un nome d'arte: Fratello Metallo e aprirà il Gods of Metal il 29 giugno all'Arena Parco Nord di Bologna. Ma per gli amanti del genere non è una novità. "Sono dieci anni che ci vado - spiega - e questa volta lo aprirò per presentare il mio nuovo disco".

 
<b>Fratello Metallo, il "predicantore"<br/>porta i suoi "Misteri" sul palco rock</b>

Fratello Metallo

Chi pensa che il metal sia un genere con influenze sataniste "si sbaglia, sono tutte balle - dice categorico in una intervista all'Ansa-. I metallari sono di una bellezza e di una tenerezza unica. Saranno due o tre i gruppi satanisti, ma credo lo facciano per vendere di più". Per Frate Cesare, nato a Offanengo (Cremona), ex operaio, ex bersagliere, ex missionario in Costa D'Avorio, assistente spirituale dei tranvieri di Milano, impegnato nelle Missioni Popolari "150 giorni all'anno" e protagonista di molti video su YouTube, il mondo della musica più pesante "è pulito, circolano pochissime droghe" e lo ha sempre accolto "benissimo, per lo meno dal 70% della gente - precisa -. Poi, c'è sempre chi ha qualcosa da ridire, chi è anticlericale e magari vorrebbe ammazzarmi".

La musica, Fratello Metallo, la scopre 15 anni fa in Africa e al suo ritorno mette su basi "leggere" alcuni canti imparati lontano. Poi, tre anni dopo, mentre officia il matrimonio a un amico tranviere, conosce la band dello sposo, di cui pubblica un album, "aggiungendo - dice - alcuni miei pezzi". Il metal lo folgora. "È il più energetico, vivo, profondo e vero linguaggio musicale che io conosca», afferma, un mezzo che gli permette di comunicare "non messaggi religiosi - tiene a precisare - ma temi di fede che hanno a che fare con la vita e che vengono vissuti musicalmente in chiave laica".

A luglio uscirà nei negozi il suo quindicesimo lavoro, "Misteri", in cui canta "di sesso, di fede, dell'Uomo, di Dio, della vita, di Bacco e Tabacco e di Maria - ride - la Madre di Gesù". L'idea del disco ("musicalmente straordinario") nasce da una canzone calabrese, 'Regina putentissimà, cantata da 200 donne su Maria. "Era stupenda, bellissima - continua -. Così, l'ho tradotta in latino ed è nato il disco". Appuntamento dunque il 29 giugno all'Arena Parco Nord di Bologna dove si esibirà in un concerto di 30 minuti in apertura del Gods of Metal, il festival per eccellenza della musica heavy metal. www.tgcom.it


giugno 26 2008
23:45
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Si è arrampicato su un palo elettrico e ci è rimasto per 18 ore perché non riusciva più a scendere. La brutta avventura, che fortunatamente ha avuto un lieto fine, l'ha vissuta un coraggioso gatto di nome Freddy ad Amesbury una città nello Wiltshire, Inghilterra, otto miglia a nord di Salisbury e vicino a Stonehenge .
Spinto dalla curiosità, il felino con l'agilità che contraddistingue la sua razza, non ha avuto difficoltà a salire su un traliccio della linea elettrica alto circa otto metri, ma poi terrorizzato e bloccato dalla paura non riusciva a tornare giù.
Sano e salvo è tornato a casa - Il povero Freddy ha rischiato la vita perché sarebbe bastato sfiorare uno dei cavi per restare fulminato. Ma la fortuna non ha abbandonato in nostro gatto: un passante infatti, tale Terry Davies si è accordo che la povera bestia era in pericolo è ha dato l'allarme. Così un ingegnere della Southern Electric insieme ai vigili ha aiutato il giovane soriano bianco.
A Freddy, illeso ma ferito nell'orgoglio, è stato attaccato un biglietto nel collare dove c'era scritto"Il suo gatto ha avuto una piccola avventura, la preghiamo di contattarci e farci saper se è tornato a casa sano e salvo". La proprietaria di Freddy, Emma Evans si è commossa leggendo il messaggio e ha detto "Freddy non è solito gironzolare la notte ma comunque non ero molto preoccupata. Non potevo credere a quello che è successo. Spero che abbia imparato la lezione, anche se probabilmente non tarderà a combinare un'altra birichinata

ora vi lascio che me vado a dà na rinfrescata :DD



 


giugno 25 2008
22:11
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Tradimenti "virtuali" e addebito della sepazione

Avv. Pietramala Tiziana

 Può uno scambio di corrispondenza "romantica" in chat, essere considerato un tradimento e determinare l'addebito della separazione per violazione del dovere di fedeltà?



Si dibatte molto sulla possibilità di configurare come adulterio l'incontro on line tra persone che nella vita reale sono coinvolte in un rapporto di coppia.

Molti vivono tale esperienza come un gioco, uno svago, un puro desiderio di raccontarsi.

In realtà non si tratta solo di una «moda», ma di un fenomeno in cui spesso entrano in gioco componenti psicologiche come la tristezza, la solitudine o la scarsa comprensione con il partner.

Purtroppo nella vita reale la vicinanza fisica non significa sempre dialogo e comprensione.

Qui si insinua il pericolo dell'altro on line. La chat diventa una sorta di universo parallelo in cui si esprimono liberamente pensieri, sensazioni profonde ed emozioni senza l'impaccio di una corporeità limitante ed ingombrante.

L’incontro virtuale può quindi rivelarsi ben più pericoloso e insidioso di un incontro reale, perché l'unione non è fisica, ma basata su scambi profondi di sensazioni, emozioni, intimità. Aspetti di coppia che forse con il partner si sono persi o, per assurdo, non si sono mai raggiunti.

Così accade spesso che si cominci a “tradire” chattando. Prima lasciandosi andare a confidenze, poi pian piano cadendo nella rete del fascino di un altro/altra che ascolta.

Amore, passione, o solo bisogno di evadere dalla noia della quotidianità?

Certo è che questo modo diverso di incontrarsi può cambiare notevolmente la vita delle persone che ne sono coinvolte e dei partner, sia che lo si consideri come un tradimento platonico sia che gli si dia valenza reale.

Ma può parlarsi di vero e proprio tradimento?

Secondo la più antica e tradizionale concezione - seguita da alcuni autori ancora oggi - il dovere di fedeltà deve intendersi come l’obbligo reciproco dei coniugi di astenersi dall’intrattenere relazioni e/o rapporti sessuali con terzi (C. Cost. 18 aprile 1974, n. 99).

La dottrina più recente, invece, ritiene che la violazione del dovere in esame si configuri anche nelle ipotesi di infedeltà sentimentale e addirittura di quella apparente.

In questo processo di evoluzione si inserisce la sentenza, estremamente rilevante, della Suprema Corte n. 9287 del 1997, la quale afferma che “…il dovere di fedeltà (…) consiste nell’impegno, ricadente su ciascun coniuge, di non tradire la fiducia reciproca ovvero di non tradire il rapporto di dedizione fisica e spirituale tra i coniugi, che (..) non deve essere intesa soltanto come astensione da relazioni sessuali extraconiugali. La nozione di fedeltà va avvicinata a quella di lealtà, la quale impone di sacrificare gli interessi e le scelte individuali di ciascun coniuge che si rivelino in conflitto con gli impegni e le prospettive della vita comune. In questo quadro la fedeltà affettiva diventa componente di una fedeltà più ampia che si traduce nella capacità di saper sacrificare le proprie scelte personali a quelle imposte dal legame di coppia e dal sodalizio che su di esso si fonda”.

Nel contesto odierno, pertanto, la fedeltà viene intesa nel significato più ampio di lealtà e dedizione vicendevole: consiste nell’impegno dei coniugi di non tradire la fiducia reciproca, ovvero nel non tradire il rapporto di dedizione fisica e spirituale.

La fedeltà reciproca perde la connotazione dell’ esclusiva dedizione di carattere sessuale e non si riduce ad essa, estendendosi fino a comprendere la tutela e il rispetto della sensibilità e della dignità della persona dell’altro coniuge.

Ne consegue che tale dovere risulta essere incompatibile anche con quei comportamenti che ingenerano o possono ingenerare la convinzione - sia nel partner che nell’ambiente sociale in cui si vive - dell’avvenuta violazione della fedeltà.

Sulla scorta di tale più ampia nozione di fedeltà si è affermato l'orientamento secondo cui sussistono i presupposti della separazione con addebito a carico del coniuge il quale, pur senza porre in essere un adulterio reale, intrattenga con un estraneo una relazione platonica, che, in considerazione degli aspetti esteriori con cui il sentimento è coltivato e dell'ambiente ristretto in cui i coniugi vivono, dia luogo a plausibile sospetto di infedeltà, comportando offesa alla dignità ed all'onore dell'altro coniuge (Cass. Pen. 2 febbraio 1972, secondo la quale la fedeltà si estrinseca nel dovere di astensione non soltanto da rapporti sessuali con terzi, ma anche da relazioni puramente sentimentali; Trib. S. Maria Capua Vetere 9 dicembre 1997; Cass. 14 aprile 1994, n. 3511; Corte App. Perugia, 28 settembre 1994) .

Analogamente, la sentenza della Corte di Cassazione n. 9742/1999 ha statuito che, nei casi in cui si deve stabilire a chi addebitare la separazione, l'adulterio apparente va considerato alla stregua di un autentico tradimento.

Per i giudici è punibile anche l'amore platonico, la semplice infatuazione per una persona che non sia il marito (o la moglie).

Dunque, il coniuge che avvia una relazione fatta anche solo di bigliettini, telefonate o e-mail si rende responsabile dell'evento separazione quando il giudice accerti che a tale violazione sia riconducibile, in concreto, la crisi dell’unione familiare, ossia verifichi l’effettiva incidenza di detta violazione nel determinarsi della situazione di intollerabilità della prosecuzione della convivenza coniugale.

E’ allora internet il nuovo nemico del matrimonio?

Secondo uno studio americano, le coppie separatesi a causa degli incontri in rete avevano gravi problemi che sarebbero ugualmente emersi determinando la crisi dell'unione. In ogni caso il fenomeno è in tale aumento che il navigare in rete troppo a lungo comincia ad essere inserito tra le nuove cause di separazione e di divorzio. http://www.filodiritto.com
 

A-baut meoww

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"C'è una gioia nei boschi inesplorati, C'è un'estasi sulla spiaggia solitaria, C'è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, e c'è musica nel suo boato. Io non amo l'uomo di meno, ma la Natura di più".
Lord Byron
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"C'è una gioia nei boschi inesplorati, C'è un'estasi sulla spiaggia solitaria, C'è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, e c'è musica nel suo boato. Io non amo l'uomo di meno, ma la Natura di più".
Lord Byron

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